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Centre for Media Pluralism and Media Freedom -European University Institute (EUI) is inviting submissions for the launch of its working paper series entitled 'Freedom and Pluralism of the Media, Society and Markets"

EU competences in respect of Media Pluralism and Media Freedom RSCAS/CMPF Working paper series: 'Freedom and Pluralism of the Media, Society and Markets' The Centre for Media Pluralism and Media...

Cronache | Elda Brogi | Giovedì, 5 Aprile 2012

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Il diritto nell’era della digital evidence: dall’accesso al dato digitale alla sua effettiva acquisizione

Giovedì 19 maggio 2011, ore 14.00 Il diritto nell’era della digital evidence: dall’accesso al dato digitale alla sua effettiva acquisizione Edificio U6, Aula dottorati di giurisprudenza (2° piano) - Piazza dell'Ateneo Nuovo...

Cronache | Elda Brogi | Mercoledì, 18 Maggio 2011

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La PA su Internet: le regole del Garante per rispettare la privacy di cittadini e dipendenti

La PA su Internet: le regole del Garante per rispettare la privacy di cittadini e dipendenti On line solo informazioni personali indispensabili. Tempi congrui di permanenza in rete. Misure...

Cronache | Elda Brogi | Lunedì, 11 Aprile 2011

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Digital Agenda: Commission seeks information from 16 Member States on their implementation of the Audiovisual Media Services Directive – specific issues

The European Commission has written to 16 Member States seeking information about their implementation of the Audiovisual Media Services (AVMS) Directive (see IP/11/373). The fact-finding letters are part of the Commission's efforts...

Europa | Elda Brogi | Mercoledì, 30 Marzo 2011

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Approvazione definitiva CAD

22 dicembre 2010: "al termine del Consiglio dei Ministri il ministro Brunetta ha annunciato l’approvazione, in via definitiva, del nuovo Codice dell’amministrazione digitale, che fa seguito al Codice (decreto...

Cronache | Elda Brogi | Mercoledì, 22 Dicembre 2010

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Per gli studenti di Lettere Unifi

Le slides della parte del corso relativa ad Internet. I temi dell'audiovisivo sono reperibili sul testo di studio.

Cronache | Elda Brogi | Venerdì, 26 Novembre 2010

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Audizioni parlamentari su riforma CAD

Nell'ambito dell'attività parlamentare per il parere sullo schema di decreto legislativo che modifica il Codice dell'amministrazione digitale, la Commissione affari costituzionali della Camera audirà domani 16 novembre alcuni esperti, tra...

Cronache | Elda Brogi | Lunedì, 15 Novembre 2010

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Consulegis IP newsletter-Summer 2010

La newsletter su intellectual property law di Consulegis, network internazionale di avvocati.

Internazionale | Elda Brogi | Lunedì, 25 Ottobre 2010

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Europa: consultazione sulla implementazione della direttiva sul commercio elettronico

Public consultation on the future of electronic commerce in the internal market and the implementation of the Directive on electronic commerce (2000/31/EC http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2010/e-commerce_en.htm

Europa | Elda Brogi | Lunedì, 18 Ottobre 2010

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Accordo tra Google e Vividown

Nel noto caso che ha visto Vividown contro Google video per la diffusione del filmato di un disabile, vedi qui,  l'associazione  e la piattaforma di video sharing hanno siglato...

Cronache | Elda Brogi | Venerdì, 24 Settembre 2010

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Vittoria di You Tube su Telecinco

Nel caso spagnolo che ha visto l'emittente Telecinco accusare You Tube di utilizzo illecito di file relativi ad alcuni show televisivi, importante sentenza di un giudice di Madrid che ha...

Europa | Elda Brogi | Venerdì, 24 Settembre 2010

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Government requests directed to Google and YouTube

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Internazionale | Elda Brogi | Venerdì, 9 Luglio 2010

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Sesto Fiorentino, 11 giugno. Seminario: Reati in azienda e computer forensics

Reati in azienda e computer forensicGuida alle indagini preventive e difensive in ambito aziendale per reati condotti contro o per mezzo di strumenti informatici11 Giugno 2010Novotel, via Tevere, 23 Osmannoro...

Cronache | Elda Brogi | Domenica, 9 Maggio 2010

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Lawrence Lessig alla Camera dei Deputati

Lawrence Lessig alla Camera dei Deputatihttp://www.radioradicale.it/scheda/299126/internet-e-liberta-perche-dobbiamo-difendere-la-rete

Cronache | Elda Brogi | Lunedì, 15 Marzo 2010

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Il caso Google-Vividown farà ancora discutere dopo la sentenza del tribunale di Milano che ha condannato tre dirigenti di Google per violazione della legge sulla privacy, anche se non per...

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Elementi per un diritto “comunitario” dell’audiovisivo. Stampa E-mail
Audiovisivo
Scritto da Elda Brogi   
Lunedì 01 Ottobre 2007 00:00

Diversamente dal dibattito italiano che sul tema sembra essersi ultimamente un po' infiacchito, la Comunità europea, a più livelli istituzionali, sembra nutrire sempre più interesse per la disciplina del settore televisivo sia specificamente per l'assetto regolatorio del sistema televisivo italiano, sia in generale per la disciplina della fornitura dei "servizi di media audiovisivi".
In relazione al primo aspetto, quello cioè dell'attenzione che la Comunità riserverebbe alle regole del mercato televisivo italiano, basti ricordare che è del luglio 2007 il parere motivato[1] ex art 226 del TCE nel quale la Commissione europea rileva come il nostro ordinamento non si sia ancora adeguato alla normativa comunitaria in tema di concorrenza nelle comunicazioni elettroniche: la disciplina italiana, nel regolare il passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale di trasmissione per la televisione terrestre (legge 66 del 2001 e legge 112 del 2004), avvantaggerebbe infatti gli operatori esistenti. L'Italia quindi manterrebbe in vigore ad oggi disposizioni contrarie al diritto comunitario, nonostante la prima messa in mora della Commissione risalente al 2006, alla quale il Governo italiano aveva risposto pronosticando che una rapida approvazione del ddl 1825 (Disposizioni per la disciplina del settore radiotelevisivo nella fase di transizione alla tecnologia digitale[2]) avrebbe sanato le incompatibilità. Siccome il Parlamento non ha approvato il disegno di legge, la Commissione a luglio 2007 ha invitato la Repubblica italiana a prendere (altre) disposizioni necessarie per conformarsi al parere motivato del luglio 2007, entro due mesi dal ricevimento del medesimo.

Si prevede, quindi, a breve, che ci siano ulteriori sviluppi di questa prima vicenda.

Una questione ancora più risalente è quella che pende di fronte alla Corte di Giustizia sul rinvio pregiudiziale con il quale il Consiglio di Stato italiano ha richiesto che la Corte si pronunciasse sull'interpretazione del diritto comunitario rilevante nell'annosa questione delle frequenze negate all'emittente Europa7 [3] (legittimamente concessionaria delle frequenze stesse) a favore di Retequattro, ammessa dalla legge 112 del 2004 a proseguire la sua attività di trasmissione analogica a livello nazionale, nonostante non sia in possesso di titolo abilitativo.

Ebbene, il 12 settembre scorso sono state pubblicate le conclusioni dell'Avvocato generale presso la Corte di Giustizia Poiares Maduro[4] che, pur semplificando i quesiti del Consiglio di Stato, propende per l'interpretazione del diritto comunitario (in specie l'art. 49 TCE) nel senso favorevole a Europa 7. Ammesso, infatti, che ci possano essere, per motivi di interesse pubblico, limitazioni del numero totale di operatori di uno specifico mercato (come ad esempio per quello televisivo via etere), occorre tuttavia che le limitazioni stesse siano conseguenti ad un processo di selezione che escluda discriminazioni arbitrarie. I giudici nazionali, che hanno l'obbligo di garantire l'effettiva applicazione del diritto comunitario, "… devono esaminare attentamente le ragioni addotte da uno Stato membro per ritardare l'assegnazione di frequenze ad un operatore che così ha ottenuto diritti di radiodiffusione televisiva in ambito nazionale e, se necessario, ordinare rimedi appropriati per garantire che tali diritti non rimangano illusori".

Anche questa seconda questione è ancora, letteralmente, sub iudice. Per questa si attende la prossima pronuncia della Corte di Giustizia.

Sul secondo fronte, quello della disciplina generale dei servizi televisivi, sta giungendo al termine l'iter di approvazione della riforma della direttiva 89/559/CEE, cosiddetta "televisioni senza frontiere".

Nello scorso mese di maggio, infatti, le istituzioni comunitarie hanno raggiunto un accordo su una posizione comune per la nuova direttiva sui "servizi di media audiovisivi" (Audiovisual media services without frontiers). La proposta di direttiva da parte della Commissione europea risale ormai al dicembre del 2005[5]: a questo si aggiunga il lungo dibattito antecedente la formalizzazione del primo testo di iniziativa, che comunque testimonia, nell'ottica della politica comunitaria per la "migliore regolazione" che la Comunità europea pondera e valuta ex ante le sue proposte, al fine di favorire e garantire l'efficacia dell'applicazione del diritto comunitario.

Il nuovo testo della direttiva, così come uscito dall'accordo delle Istituzioni "legislative" comunitarie definisce un ambito di applicazione più ampio rispetto a quello della versione vigente. La revisione infatti è finalizzata a dare una disciplina non più della fornitura dei servizi televisivi, bensì dei servizi audiovisivi "di contenuto" in generale, secondo l'ottica della "convergenza multimediale". La nuova versione della direttiva disciplina infatti non solo l'emittenza "tradizionale", ma anche le nuove modalità di fornitura dei servizi audiovisivi, ad esempio quelli a richiesta. Ai fini della direttiva si possono definire "servizi di media audiovisivi", quei servizi che, indipendentemente dalla rete di diffusione, sono "di massa", sono cioè finalizzati alla ricezione di una parte significativa di pubblico, sia che siano forniti sulla base di palinsesti predefiniti e forniti simultaneamente alla fruizione dell'utente, sia che siano "on demand". Sono esclusi dall'operatività della direttiva quei servizi che non sono in competizione con l'emittenza radiotelevisiva e che consistano nella produzione e diffusione di contenuti audiovisivi per diffusione limitata a pochi utenti. Sono compresi, invece, i servizi on demand se "television-like", se sono in grado di competere con i servizi tradizionali televisivi e che necessitano quindi, ragionevolmente, una disciplina simile a quella dell'emittenza "tradizionale". La direttiva distingue quindi, secondo le modalità di fruizione dell'utente i "linear services" (servizi lineari di "broadcasting") e i "non linear services" , cioè i servizi su richiesta individuale. La caratteristica sia dei linear che dei non linear services rispetto ad altri servizi della società dell'informazione sta tuttavia nella definizione a monte di una responsabilità editoriale di un "media service provider" e degli obiettivi della fornitura dei servizi stessi che sono finalizzati "to inform, entertain or educate, to the general public" attraverso reti di comunicazione elettronica sulla base della direttiva 2002/21/CE - che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva "quadro"). I servizi lineari sono diversi tuttavia da quelli non lineari in relazione alla possibilità di scelta e del controllo che l'utente può esercitare, nonché nell'impatto sulla società. E' per questo che comunque la direttiva prevede una regolazione più leggera per i servizi on demand. L'equiparazione della disciplina generale, tuttavia, è funzionale all'applicazione del caposaldo della 89/552/CEE, cioè il principio del paese d'origine che fornisce la base per la circolazione dei servizi audiovisivi all'interno del mercato comunitario.

Tra gli aspetti più interessanti, anche per le ripercussioni nel mercato italiano della televisione, quello della regolazione pubblicitaria. La revisione della direttiva si sostanzia anche in una maggiore "libertà" per i contenuti commerciali dei nuovi media audiovisivi. La disponibilità di servizi on demand aumenta la possibilità di scelta dell'utente e quindi non è ragionevole regolare la comunicazione commerciale dei servizi non lineari se non nel richiamo al rispetto di limiti qualitativi a tutela dei diritti e degli interessi soprattutto dei minori. Le maggiori critiche sia al testo proposto dalla Commissione che a quello accordato nel maggio 2007 sono state mosse in relazione all'allentamento per la televisione lineare dei limiti non solo quantitativi, ma anche a quelli qualitativi per la pubblicità commerciale. La revisione ha eliminato ad esempio da un lato il limite giornaliero alla trasmissione pubblicitaria, dall'altro, anche se non nei programmi per bambini, ammetterebbe anche forme pubblicitarie, come il cosiddetto product placement, che si collocano al limite della pubblicità occulta.

[1] C(2007) 3339 del 18 luglio 2007 sulla procedura 2005/5086, pubblicato su questo sito nella sezione "download" (http://www.teutas.it/site/areadownload.php ).

[2] Cosiddetto ddl Gentiloni, v. area download su questo sito (http://www.teutas.it/site/areadownload.php ).

[3] CGCE, Causa C-380/05, www.curia.eu

[4] http://www.teutas.it/site/areadownload.php

[5] COM (2005) 646, 2005/0260 (COD), Proposta di Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive



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