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La PA su Internet: le regole del Garante per rispettare la privacy di cittadini e dipendenti On line solo informazioni personali indispensabili. Tempi congrui di permanenza in rete. Misure... Cronache | Elda Brogi | Lunedì, 11 Aprile 2011 Leggi
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The European Commission has written to 16 Member States seeking information about their implementation of the Audiovisual Media Services (AVMS) Directive (see IP/11/373). The fact-finding letters are part of the Commission's efforts... Europa | Elda Brogi | Mercoledì, 30 Marzo 2011 Leggi
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22 dicembre 2010: "al termine del Consiglio dei Ministri il ministro Brunetta ha annunciato l’approvazione, in via definitiva, del nuovo Codice dell’amministrazione digitale, che fa seguito al Codice (decreto... Cronache | Elda Brogi | Mercoledì, 22 Dicembre 2010 Leggi
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Le slides della parte del corso relativa ad Internet.
I temi dell'audiovisivo sono reperibili sul testo di studio. Cronache | Elda Brogi | Venerdì, 26 Novembre 2010 Leggi
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Nell'ambito dell'attività parlamentare per il parere sullo schema di decreto legislativo che modifica il Codice dell'amministrazione digitale, la Commissione affari costituzionali della Camera audirà domani 16 novembre alcuni esperti, tra... Cronache | Elda Brogi | Lunedì, 15 Novembre 2010 Leggi
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La newsletter su intellectual property law di Consulegis, network internazionale di avvocati. Internazionale | Elda Brogi | Lunedì, 25 Ottobre 2010 Leggi
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Public consultation on the future of electronic commerce in the internal market and the implementation of the Directive on electronic commerce (2000/31/EC
http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2010/e-commerce_en.htm Europa | Elda Brogi | Lunedì, 18 Ottobre 2010 Leggi
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Nel noto caso che ha visto Vividown contro Google video per la diffusione del filmato di un disabile, vedi qui, l'associazione e la piattaforma di video sharing hanno siglato... Cronache | Elda Brogi | Venerdì, 24 Settembre 2010 Leggi
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Nel caso spagnolo che ha visto l'emittente Telecinco accusare You Tube di utilizzo illecito di file relativi ad alcuni show televisivi, importante sentenza di un giudice di Madrid che ha... Europa | Elda Brogi | Venerdì, 24 Settembre 2010 Leggi
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Government requests directed to Google and YouTube
Internazionale | Elda Brogi | Venerdì, 9 Luglio 2010 Leggi
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Reati in azienda e computer forensicGuida alle indagini preventive e difensive in ambito aziendale per reati condotti contro o per mezzo di strumenti informatici11 Giugno 2010Novotel, via Tevere, 23 Osmannoro... Cronache | Elda Brogi | Domenica, 9 Maggio 2010 Leggi
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Lawrence Lessig alla Camera dei Deputatihttp://www.radioradicale.it/scheda/299126/internet-e-liberta-perche-dobbiamo-difendere-la-rete Cronache | Elda Brogi | Lunedì, 15 Marzo 2010 Leggi
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Il caso Google-Vividown farà ancora discutere dopo la sentenza del tribunale di Milano che ha condannato tre dirigenti di Google per violazione della legge sulla privacy, anche se non per... Cronache | Elda Brogi | Mercoledì, 24 Febbraio 2010 Leggi
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Scritto da Andrea Carta e Alessandra Fratini, Avvocati, Studio Fratini-Vergano, Bruxelles
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Lunedì 31 Marzo 2008 16:39 |
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L’anno in corso si è aperto con un’importante iniziativa della Commissione europea nel settore dei contenuti audiovisivi. Il 3 gennaio scorso, infatti, la Commissione ha pubblicato la Comunicazione sui contenuti online nel mercato unico europeo[1] ed avviato contestualmente una consultazione pubblica degli stakeholder del settore, conclusasi il successivo 29 febbraio.
La Comunicazione ha come obiettivo l’identificazione dei principali problemi che ostano allo sviluppo di un mercato online per i contenuti audiovisivi. Per il momento, la Commissione ha identificato quattro temi ritenuti prioritari per le eventuali future iniziative di policy: 1) la disponibilità di contenuti online; 2) lo sviluppo di un modello di licenza multiterritoriale per la distribuzione e l’utilizzo dei contenuti in rete; 3) l’interoperabilità e la trasparenza dei sistemi di Digital Right Management (DRM); ed infine 4) la prevenzione ed il contrasto alla pirateria online.
Quest’ultimo tema ha senza dubbio un’importanza chiave nello sviluppo di una politica a favore dei contenuti in rete. La presenza e la disponibilità di un’offerta legale di contenuti sono indiscutibilmente l’elemento chiave per lo sviluppo di Internet e delle reti a banda larga in Europa. Tale offerta è tuttavia condizionata alla sussistenza di garanzie circa la tutela del diritto d’autore contro le violazioni commesse attraverso la rete. Individuare strumenti giuridici adeguati, e soprattutto efficaci, che consentano di offrire tali garanzie si è rivelato sinora un esercizio laborioso e complesso.
Basti pensare al dibattito, svoltosi in seno al Parlamento europeo, sulla direttiva IPRED 2.[2] L’assemblea ha dovuto decidere se optare per una definizione di “violazione intenzionale di un diritto di proprietà intellettuale commessa su scala commerciale” che fosse atta ad includere, fra le fattispecie penalmente rilevanti, l’upload ed il download non autorizzato di opere protette da parte di utenti di Internet o se, al contrario, limitarsi a sottoporre a sanzione penale i soli comportamenti di natura più marcatamente “commerciale”. Tale ultima opzione è stata adottata dal Parlamento, che ha incontrato così il favore degli operatori di rete e dei fornitori di servizi Internet, nonché delle associazioni dei consumatori. I titolari dei diritti, tuttavia, si sono visti privare di un importante strumento di tutela.
Alcune soluzioni possibili, che potrebbero rappresentare un efficace compromesso fra le esigenze dei gestori delle reti e dei servizi e quelle dei titolari dei diritti, sono emerse dalla prassi “politica” e giurisdizionale in Francia ed in Belgio. Tali ipotesi rivestono, almeno agli occhi del giurista, un certo interesse, in quanto contemplano il contrasto a comportamenti indubbiamente illeciti, prevedendo un intervento sui comportamenti stessi piuttosto che sugli autori.
Si tratta, nel primo caso, dell’accordo di Parigi del 23 novembre 2007[3] e, nel secondo caso, del provvedimento del Tribunale di Bruxelles del 12 luglio 2007 che ha deciso una controversia fra la SABAM (società belga degli autori, compositori e editori) ed un fornitore locale di accesso ad Internet.[4]
Il primo documento consiste in un memorandum d’intesa fra autorità pubbliche, titolari dei diritti e fornitori di servizi Internet (in particolare, i fornitori di accesso ed i gestori di piattaforme digitali per i contenuti). Le prime si sono impegnate ad istituire un meccanismo di “avvertimenti” e sanzioni al fine di dissuadere gli utenti dal commettere violazioni del diritto d’autore, gestito da un’autorità amministrativa specializzata munita dei necessari poteri e risorse. L’utilizzo di un sistema di “avvertimenti” pone le sanzioni in posizione sussidiaria, sollevando gli apparati repressivi dagli interventi su infrazioni di gravità minore, che risultano alla fine inefficaci e percepiti come ingiustamente rigidi da un’utenza che non è stata ancora adeguatamente sensibilizzata sui danni arrecati alla produzione culturale dalla pirateria.
I titolari dei diritti, dal canto loro, si sono impegnati a collaborare con i siti e le piattaforme Internet per lo sviluppo di tecnologie di marking e riconoscimento dei contenuti e per sviluppare cataloghi di “impronte digitali” delle opere online, al fine di facilitare la prevenzione della pirateria. Soprattutto, però, i titolari hanno preso l’impegno di promuovere, nella misura più ampia, la disponibilità di opere online.
I fornitori di servizi hanno assunto la responsabilità di sviluppare ed adottare dispositivi di riconoscimento dei contenuti e filtraggio in grado di impedire lo scambio illegale di opere protette attraverso Internet.
L’accordo di Parigi costituisce, quantomeno sulla carta, un’interessante proposta per porre rimedio al problema della pirateria online, fondata su un modello che comporta il coinvolgimento di tutte le parti interessate. Gli operatori privati si impegnano a cooperare fra loro per trovare una soluzione pragmatica che contemperi esigenze sino ad oggi ritenute difficili da conciliare. L’autorità pubblica interviene ad assicurare, attraverso il concreto esercizio dei poteri di avvertimento e sanzione, l’efficacia del sistema. Lo stesso è fondamentalmente orientato a costruire percorsi “protetti” per i contenuti legali ed a costituire ostacoli per quelli illegali, riservando lo strumento della sanzione ai soli casi più gravi.
Il provvedimento del Tribunale di Bruxelles ha invece sancito il principio secondo il quale l’effettiva attuazione delle norme nazionali sul diritto d’autore[5] può giustificare l’imposizione, a carico dei fornitori di accesso ad Internet, dell’installazione e dell’utilizzo di sistemi di identificazione e filtraggio dei contenuti. A ciò non ciò ostano, secondo il giudice belga, le norme comunitarie in materia di commercio elettronico, che impediscono agli Stati membri di imporre obblighi di sorveglianza a carico dei fornitori di accesso ad Internet ed introducono un’esenzione da responsabilità per gli operatori tecnici.[6]
Si tratta di un principio importante, sul piano giuridico, perché individua l’esistenza di un obbligo di cooperazione a carico dei fornitori di servizi Internet a favore dei titolari dei diritti d’autore, attivabile da questi ultimi attraverso il ricorso ai giudici ordinari.
Le implicazioni della sentenza del Tribunale di Bruxelles, ora oggetto di ricorso in appello, sono all’evidenza rilevanti. Non devono tuttavia essere trascurati due aspetti: il primo riguarda l’efficacia e la praticabilità della soluzione prospettata dal giudice belga, che è stata oggetto di discussione nel corso del giudizio e che è tuttora contestata dai fornitori di servizi di comunicazioni elettroniche. Il secondo è invece un aspetto di “sistema”: la protezione giurisdizionale, per quanto importante ai fini dell’analisi giuridica e della definizione dei diritti e degli obblighi delle parti, rischia di fornire una tutela solo occasionale ai titolari del diritto d’autore. Inoltre, la dimensione locale della protezione in questione appare del tutto inadeguata rispetto ad un fenomeno che ha, per sua natura, scala ed implicazioni globali.
Andrea Carta
Alessandra Fratini
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