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Programma per gli studenti frequentanti di Lettere 2012/13. Modulo Brogi

Ripubblico qui, con una formattazione piú chiara, il programma d'esame per i frequentanti (Lettere Unifi). n.b.: solo modulo Brogi

Cronache | Elda Brogi | Venerdì, 19 Aprile 2013

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Novità editoriale: Rocco Gianluca Massa, La dura regola di eBay

Il volume, edito da Filodiritto Editore, affronta alcuni temi dell'e-commerce ed in particolare di eBay.

Cronache | Elda Brogi | Venerdì, 14 Dicembre 2012

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Centre for Media Pluralism and Media Freedom -European University Institute (EUI): Call for papers: Media Ownership, Concentration and Transparency

Call for papers: Media Ownership, Concentration and Transparency Centre for Media Pluralism and Media Freedom/RSC Working Paper Series: 'Freedom and Pluralism of the Media, Society and Markets' The Centre for Media Pluralism...

Europa | Elda Brogi | Martedì, 3 Luglio 2012

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Centre for Media Pluralism and Media Freedom -European University Institute (EUI) is inviting submissions for the launch of its working paper series entitled 'Freedom and Pluralism of the Media, Society and Markets"

EU competences in respect of Media Pluralism and Media Freedom RSCAS/CMPF Working paper series: 'Freedom and Pluralism of the Media, Society and Markets' The Centre for Media Pluralism and Media...

Cronache | Elda Brogi | Giovedì, 5 Aprile 2012

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Il diritto nell’era della digital evidence: dall’accesso al dato digitale alla sua effettiva acquisizione

Giovedì 19 maggio 2011, ore 14.00 Il diritto nell’era della digital evidence: dall’accesso al dato digitale alla sua effettiva acquisizione Edificio U6, Aula dottorati di giurisprudenza (2° piano) - Piazza dell'Ateneo Nuovo...

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La PA su Internet: le regole del Garante per rispettare la privacy di cittadini e dipendenti On line solo informazioni personali indispensabili. Tempi congrui di permanenza in rete. Misure...

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Introduzione a BitTorrent Stampa E-mail
Scritto da Giammaria Ronzoni, Avvocato   
Venerdì 28 Marzo 2008 17:08

BitTorrent è un protocollo peer-to-peer (P2P) che consente la distribuzione e la condivisione di files su Internet. A differenza dei tradizionali sistemi di file sharing, l'obiettivo di BitTorrent è quello di realizzare e fornire un sistema efficiente per distribuire lo stesso file verso il maggior numero di utenti disponibili, sia che lo stiano prelevando (download) che inviando (upload). Si tratta, quindi, di un sistema in grado di coordinare in automatico il lavoro di moltitudini di computer, ottenendo il miglior beneficio comune possibile.

BitTorrent permette di distribuire files di qualsiasi tipo. Per facilitare la trasmissione, il documento originale viene spezzettato in tanti piccoli frammenti (256 Kb per i più piccoli e fino a 4Mb per quelli molto grandi) le cui informazioni, calcolate con un particolare algoritmo, vengono poi distribuite agli altri client per verifica attraverso i network, mediante la pubblicazione del file .torrent.; Tali segmenti vengono distribuiti in rete in ordine casuale, salvo poi essere ricomposti una volta scaricati sulla macchina dell'utente finale (peer), in una sorta di puzzle elettronico. Poiché il materiale da trasferire viene suddiviso in porzioni molto piccole, la banda in uscita impegnata sul singolo computer è modesta anche se, sommando la contemporanea connessione di tanti PC, che trasferiscono contemporaneamente diversi pezzi diversi dello stesso file, chi riceve i singoli frammenti può sfruttare meglio la velocità di entrata della propria ADSL. Il fatto di concentrarsi su un particolare file rende BitTorrent più veloce di altri sistemi P2P. Le singole tessere del mosaico hanno dimensione fissa.

La prima fase di qualsiasi trasferimento consiste nel navigare con un browser web verso un sito che elenchi i files .torrent disponibili. Qui si cerca l'argomento di interesse e si scarica il file .torrent pertinente. Tale file svolge la funzione di indice, con la descrizione di tutti i pacchetti in cui è stato diviso il file originale, incluse le chiavi hash che garantiscono l'integrità dei vari pezzi. Tecnicamente il file .torrent è un file statico che contiene le informazioni codificate che descrivono i file da prevelare o da trasferire. Il file .torrent contiene, inoltre, l'indirizzo URL, cioè il link di un server traccia (dall'originale inglese tracker) utilizzato per localizzare le sorgenti che possiedono il file o parte di esso e per coordinare le richieste dei vari utenti connessi per il download. Quando un utente decide di scaricare un file, cliccando sul file .torrent, il client BitTorrent si occupa di contattare uno o più tracker per scoprire l'effettiva ubicazione dei sistemi che stanno scaricando al momento quel particolare materiale e che possono renderlo a loro volta disponibile, così da condividerlo tra loro anziché gravare tutti sul sistema originale. Nel momento in cui viene inviata una richiesta di download, BitTorrent non inizia subito il prelievo. Per iniziare il processo di distribuzione, infatti, BitTorrent ha bisogno di trovare in rete almeno una copia integrale di uno stesso file ospitata su un unico peer, denominato seed che deve, altresì, soddisfare la condizione di essere connesso in banda larga. Gli scambi sono coordinati in maniera tale da privilegiare il transito dei frammenti più rari, assicurando la diffusione equilibrata del seed originario. Le informazioni contenute in ciascun frammento consentono alla fine di ricostruire il file completo. Il file o la serie di files oggetto del download da un computer sorgente viene fornita dal "tracker server" e, mentre lo si sta scaricando, viene diffuso in parallelo verso altri computer sorgente, utilizzando una parte della banda dell'utente non impegnata durante il trasferimento principale. I seeds, da parte loro, consentono il download sul PC dell'utente solo nel momento in cui hanno completato la copia del file stesso verso altri peer.

E', quindi, necessario che ci sia un numero sufficiente di utenti connessi perchè, in caso contrario, e' possibile condividere solo alcune parti del file. Questo sistema ha l'effetto di incrementare la velocità di download nel momento in cui sono connessi molti utenti che stanno scaricando e/o prelevando il file.

Se nessuno sta scaricando il file in quel preciso momento, il peer rintraccia nuovamente un seeder e, iniziando il download, lo rende contemporaneamente disponibile ad altri che vogliano unirsi al suo swarm (sciame). Nella scelta del PC dello swarm cui inviare i propri dati, il client BitTorrent sceglie preferibilmente chi sta già fornendo materiale di ritorno, così da favorire lo scambio paritetico.

Nella pratica avviene che il seeder debba trasferire il file una sola volta affinchè tutti i computer dello sciame lo ricevano. I singoli pacchetti in uscita dal seeder vengono scambiati tra i peer in modo che non debbano essere richiesti nuovamente al primo.

Grazie a questo sistema, ogni nodo contribuisce inevitabilmente alla diffusione del file. E' evidente che maggiore è l'ampiezza della banda in uscita per quel nodo, maggiori sono le probabilità che il file venga diffuso verso altri nodi. Questo metodo ha anche il pregio di ridurre l'impatto della cosiddetta "leech resistance (cd. resistenza della sanguisuga)", condizione che si manifesta allorquando sono on-line utenti impazienti di completare il download e sconnettersi senza consentire il prelievo agli altri client.

Il metodo utilizzato da BitTorrent per distribuire files in parallelo a un gran numero di utenti, ricorda molto quello utilizzato da altre reti. Tuttavia, nella maggior parte dei casi ogni nodo condivide e scarica solitamente una grande quantità di files senza nessun bilanciamento rispetto agli altri nodi presenti. Al contrario, gli scambi di files attraverso BitTorrent riescono sempre a essere molto veloci per tutti i client coinvolti, in quanto tutti i nodi di un gruppo sono concentrati sul trasferimento di un singolo file o di un gruppo di file.

Tra BitTorrent e i sistemi P2P più conosciuti rimangono, nondimeno, due differenze sostanziali. In primo luogo, BitTorrent non consente la ricerca dei files per nome: l'utente deve prima prelevare da un sito web apposito un file .torrent. In secondo luogo, BitTorrent non tenta affatto di nascondere l'ultimo host responsabile della disponibilità di un dato file: una persona che desidera condividere un file deve prima eseguire un server traccia su di uno specifico host o serie di host e distribuire l'indirizzo della traccia o gli indirizzi di traccia di un file .torrent. Uno dei grossi svantaggi di BitTorrent rispetto agli altri sistemi P2P è dato dalla scarsa longevità dei files, dal momento che il programma è pensato per favorire la diffusione, e quindi la pubblicità, piuttosto che la condivisione dei files[1].

Per la sua natura intrinsecamente trasparente e per il notevole risparmio di banda che procura, BitTorrent è probabilmente il protocollo di condivisione dei files più utilizzato per scopi legali che non violano il diritto di autore. Esempi di questo tipo di contenuti sono le distribuzioni GNU/Linux, la cui diffusione cresce in progressione geometrica in parallelo agli sviluppi del kernel attuati dai singoli utenti (Fedora, Ubuntu, Redhat, Linux Mint sono solo alcuni esempi); i trailer cinematografici di grandi dimensioni; le patch con localizzazioni in lingua di software professionale e non; add-on e mods, rispettivamente per aggiungere o modificare parti di software, soprattutto in ambito ludico. In tutti gli esempi sopra riportati il materiale distribuito e' open-source, ossia sviluppato privatamente da un singolo utente o gruppi di utenti e liberamente messo a disposizione on-line attraverso il client di BitTorrent. Sulla scia di questi sviluppatori amatoriali molti artisti, evidentemente subodorando le indubbie potenzialità pubblicitarie di BitTorrent, hanno rilasciato singoli brani od interi album in licenza gratuita rendendoli liberamente scaricabili dalla rete. E' il caso dei Radiohead che hanno messo a disposizione, mediante il protocollo di BitTorrent, il loro ultimo album, lasciando gli utenti liberi di deciderne il prezzo. Allo stesso modo i Nine Inch Nails hanno pubblicato il primo volume del loro ultimo album su BitTorrent, consentendo il download gratuito agli utenti[2]. La stessa Unione Europea partecipa (con uno stanziamento di ben quindici milioni di euro) finanziariamente al progetto di sviluppo di un client BitTorrent basato sulla piattaforma di nuova generazione del P2P, dal nome P2P-next. Obiettivo del progetto, che vede la partecipazione anche del network britannico BBC, e' quello di creare un client open source che supporti anche lo streaming live TV in alta definizione[3].

Gli esempi sopra riportati, ovviamente, non escludono che BitTorrent possa essere utilizzato per scopi illegittimi dal momento che, sempre più spesso, attraverso di esso avviene lo scambio di file musicali, film e software coperti da copyright, in alcuni casi andando addirittura a sostituirsi ad altri protocolli solitamente usati a questo scopo. Dal momento che, come si è dianzi brevemente accennato, l'occultamento dell'indirizzo IP degli utilizzatori non è uno degli scopi dell'applicazione, di fatto l'utilizzo di BitTorrent comporta per l'utente finale rischi addirittura maggiori rispetto ad altri programmi P2P. È ben noto che BitTorrent è stato utilizzato per distribuire copie ad alta qualità del film The Matrix Reloaded, pochi giorni dopo la prima proiezione nelle sale cinematografiche.

La pubblicità dei files .torrent liberamente consultabili in internet, l'assenza di meccanismi di offuscamento dell'indirizzo IP del peer, rendono BitTorrent poco adatto all'interscambio di materiale coperto dal diritto d'autore dal momento che, quando si accede ad una rete P2P, ogni computer viene identificato tramite il proprio indirizzo IP. Il problema è stato, invece, risolto da altri client con l'introduzione di sistemi di offuscamento mediante rinnovo peridico: si pensi, in proposito all'evoluzione di E-mule, denominata MorphXT.

Anche se l'indirizzo indentificativo del software cambia ad ogni connessione, l'internet provider può individuare chi, in un determinato momento, stava utilizzando quel particolare indirizzo attraverso l'incrocio con i numeri telefonici dei propri abbonati. E' questo il meccanismo attraverso il quale è possibile risalire a chi condivide files in rete, in qualsiasi momento[4]. Tale accertamento può essere più o meno difficoltoso a seconda del client utilizzato. E' il caso, peraltro tornato alla ribalta nei giorni scorsi, della casa discografica tedesca Peppermint che, attraverso il sistema descritto, è riuscita a risalire a circa 4000 utenti italiani, sharers di files protetti dal diritto d'autore ed ai quali è stato richiesto un risarcimento di € 300,00 ciascuno. L'Autorità Garante per la Protezione dei dati personali, in realtà, con provvedimento dello scorso 28.02.2008, presumibilmente foriero di nuove polemiche, ha ritenuto il sistema di tracciamento degli indirizzi IP degli utenti lesivo del diritto alla riservatezza degli stessi. Esso, infatti, pone gli indirizzi sistematicamente sotto osservazione, con conseguente ordine da parte dell'Autorità di astenersi per il futuro dal suddetto controllo con obbligo di cancellazione dei dati gia' raccolti a carico di Peppermint[5].

E' vero, d'altra parte che, negli ultimi anni, anche BitTorrent, per le sue peculiarità in fatto di migliore utilizzo della banda, e quindi di maggiore velocità nell'interscambio dati, è stato recentemente più volte posto sotto accusa per la diffusione di materiale protetto.

Dal punto di vista giuridico, la formulazione della normativa nazionale sul diritto d'autore, sembra non lasciare adito a dubbi circa la perseguibilità dei singoli peer, in quanto sia l'articolo 171-ter, comma 2, lett. A-bis, che il successivo 171-quater, comma quattro puniscono "chiunque, in violazione, dell'articolo 16, diffonde al pubblico per via telematica, anche mediante programmi di condivisione di file tra utenti, un'opera cinematografica o assimilata protetta dal diritto d'autore, o parte di essa, mediante reti di connessione di qualsiasi genere...". Anche se il file .torrent non è altro che un veicolo di informazione sulla natura, dimensione ed ubicazione on-line di frammenti di files, è pur vero che attraverso di esso è possibile il download dei frammenti di files protetti da copyright. Ma se indubbiamente la norma citata riconosce l'illiceità del download e della condivisione operata dagli utenti finali dei files .torrent, qualche dubbio rimane per coloro che pubblicano on-line gli stessi files.

Negli Stati Uniti, sembra che il problema sia già stato superato a sfavore di questi ultimi soggetti. Il sito di links .torrent EliteTorrents è stato, infatti, recentemente chiuso a seguito di una operazione FBI, denominata "D-Elite", ed il suo creatore, tale Grant Stanley, è stato condannato a cinque mesi di reclusione, tre anni di liberta' vigilata con accesso condizionato ad internet e 3.000,00 dollari di multa. Il sito si era messo in evidenza per aver ospitato, a sei ore dall'uscita nelle sale cinematografiche , un link ad un download del film Star Wars Episode III. Secondo i dati raccolti, il sito sotto accusa si è reso colpevole della pubblicazione di .torrents relativi a films, musica e videogiochi. Analoga sorte è toccata ad altri utenti (Sam Kuonen, Scott Harvanek, Duc Do)[6]. Lo stesso Scott McClausland, ex amministratore di BitTorrent e gestore di un sito di link .torrents, dopo essere stato condannato ad una pena detentiva e ad una sanzione pecuniaria, in ottemperanza della sentenza di condanna, dovrà consentire l'installazione sul proprio computer di un programma governativo per consentire il monitoraggio dei suoi accessi on-line. Di qui un caso nel caso: il software di controllo è programmato su Windows, sistema operativo di casa Microsoft (a pagamento), mentre la macchina di proprietà di McClausland funziona con un diverso sistema, basato su Linux (open-source) che non consente né l'installazione né, tantomeno, il funzionamento del software di monitoraggio. Ad istanza dell'interessato, il Giudice che aveva emesso il provvedimento ha, forse discutibilmente, reso noto che il condannato dovrà adeguarsi ad installare sul proprio computer un sistema che supporti il programma di cui all'obbligo[7].

Accanto alle Autorità giudiziarie, anche i gestori di servizi di telefonia hanno inziato a prendere le distanze da BitTorrent. Comcast, uno dei principali fornitori di connettività a banda larga degli USA, ha drasticamente (ed arbitrariamente) ridotto la banda disponibile per il traffico che sfrutta il protocollo BitTorrent. Ciò ha importato disagi notevoli se non l'impossibilità della condivisione di files (molti dei quali, come si diceva, perfettamente legali) tra abbonati Comcast e non.[8]

In ambito comunitario è la Finlandia a far registrare una prima pronuncia contro utenti BitTorrent, con la condanna di ventuno persone che operavano nella gestione di un sito di link .torrent, quattordici per violazione del diritto d'autore e gli altri per favoreggiamento. E' interessante osservare come il Giudice chiamato a pronunciarsi sul caso abbia ritenuto non fondante la tesi difensiva secondo la quale l'attività del sito consisteva nella semplice pubblicazione di link e non nello scambio di materiale protetto, dovendosi, a parere del Giudicante, guardare all'attività vista nel suo insieme[9].

Avv. Giammaria Ronzoni



[1] Voce "BitTorrent", su www.wikipedia.org. ;D. Dirceo e R. Mazzoni, "Scopriamo BitTorrent", su PcOpen, n. 54, Dicembre 2006

[2] Voce "Nine Inch Nails" su www.trackback.it

[3] Voce "Unione Europea" su www.trackback.it; G. Rusconi, "L'Unione Europea finanzia il file-sharing P2P" su www.ilsole24ore.com

[4] Voce "BitTorrent", su www.wikipedia.org. ;D. Dirceo e R. Mazzoni, "Scopriamo BitTorrent", su PcOpen, n. 54, Dicembre 2006

[5] G. Bonanomi, "Download pericolosi", su Computer Idea, n. 189, Maggio 2007; Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, doc web n. 1495246, provvedimento del 28.02.2008

[6] "D-Elite, prospettive di galera per uno sharer", doc. 2880 del 19.11.2007, su http://punto-informatico.it.; "Usa, condannato al carcere per link BitTorrent", doc. 2640 del 30.10.2006, su http://punto-informatico.it.; D. Dirceo, R. Mazzoni, "La prima condanna  BitTorrent", in PC Open, dicembre 2006, p. 60.

[7] "Pirata condannato ad usare Windows", doc. 2823 del 28.08.2007, su http://punto-informatico.it.; "Misure più dure contro il file-sharing" su http://www.unblogindue.it.

[8] "Comcast e le restrizioni al traffico BitTorrent", su http://www.speedblog.net.

[9] "Usa, condannato al carcere per link BitTorrent", op. cit.



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