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BitTorrent è un protocollo peer-to-peer (P2P) che consente la
distribuzione e la condivisione di files su Internet. A differenza dei
tradizionali sistemi di file sharing, l'obiettivo di BitTorrent è quello di
realizzare e fornire un sistema efficiente per distribuire lo stesso file verso
il maggior numero di utenti disponibili, sia che lo stiano prelevando (download) che inviando (upload).
Si tratta, quindi, di un sistema in grado di coordinare in automatico il lavoro
di moltitudini di computer, ottenendo il miglior beneficio comune possibile.
BitTorrent permette di
distribuire files di qualsiasi tipo. Per facilitare la trasmissione, il documento originale
viene spezzettato in tanti piccoli frammenti (256 Kb per i più piccoli e fino a 4Mb per quelli molto grandi) le cui informazioni, calcolate con un particolare algoritmo, vengono poi distribuite agli
altri client per verifica attraverso i network, mediante la pubblicazione del file .torrent.; Tali segmenti vengono distribuiti in rete in ordine casuale, salvo poi
essere ricomposti una volta scaricati
sulla macchina dell'utente finale (peer), in una sorta di puzzle
elettronico. Poiché il materiale da trasferire viene suddiviso in porzioni
molto piccole, la banda in uscita impegnata sul singolo computer è modesta
anche se, sommando la contemporanea connessione di tanti PC, che trasferiscono
contemporaneamente diversi pezzi diversi dello stesso file, chi riceve i
singoli frammenti può sfruttare meglio la velocità di entrata della propria
ADSL. Il fatto di concentrarsi su un particolare file rende BitTorrent più
veloce di altri sistemi P2P. Le singole tessere del mosaico hanno dimensione fissa.
La prima fase di qualsiasi
trasferimento consiste nel navigare con un browser web verso un sito che
elenchi i files .torrent disponibili.
Qui si cerca l'argomento di interesse e si scarica il file .torrent pertinente. Tale file svolge la funzione di indice, con la descrizione di tutti i
pacchetti in cui è stato diviso il file originale, incluse le chiavi hash che garantiscono l'integrità dei vari pezzi. Tecnicamente il file .torrent è un file statico che contiene le informazioni codificate che descrivono i file
da prevelare o da trasferire. Il file .torrent contiene, inoltre,
l'indirizzo URL, cioè il link di un server traccia (dall'originale inglese tracker) utilizzato per localizzare le sorgenti che possiedono il file o parte
di esso e per coordinare le richieste dei vari utenti connessi per il download. Quando un utente decide di scaricare un file, cliccando sul file .torrent, il client BitTorrent si occupa
di contattare uno o più tracker per scoprire l'effettiva ubicazione dei
sistemi che stanno scaricando al momento quel particolare materiale e che possono renderlo a loro volta disponibile,
così da condividerlo tra loro anziché gravare tutti sul sistema originale. Nel momento in cui viene inviata una richiesta di download, BitTorrent
non inizia subito il prelievo. Per iniziare il processo di distribuzione,
infatti, BitTorrent ha bisogno di trovare in rete almeno una copia integrale di
uno stesso file ospitata su un unico peer, denominato seed che
deve, altresì, soddisfare la condizione di essere connesso in banda larga. Gli
scambi sono coordinati in maniera tale da privilegiare il transito dei frammenti
più rari, assicurando la diffusione equilibrata del seed originario. Le informazioni contenute in ciascun frammento
consentono alla fine di ricostruire il file completo. Il file o la serie di
files oggetto del download da un computer sorgente viene fornita dal "tracker server" e, mentre lo si sta
scaricando, viene diffuso in parallelo verso altri computer sorgente,
utilizzando una parte della banda dell'utente non impegnata durante il
trasferimento principale. I seeds, da parte loro, consentono il download
sul PC dell'utente solo nel momento in cui hanno completato la copia del file
stesso verso altri peer.
E', quindi, necessario
che ci sia un numero sufficiente di utenti connessi perchè, in caso contrario,
e' possibile condividere solo alcune parti del file. Questo sistema ha
l'effetto di incrementare la velocità di download nel momento in cui sono
connessi molti utenti che stanno scaricando e/o prelevando il file.
Se nessuno sta scaricando il file in quel preciso
momento, il peer rintraccia nuovamente
un seeder e, iniziando il download, lo rende contemporaneamente disponibile ad
altri che vogliano unirsi al suo swarm (sciame). Nella scelta del PC dello swarm cui inviare i propri dati, il
client BitTorrent sceglie preferibilmente chi sta già fornendo materiale di
ritorno, così da favorire lo scambio paritetico.
Nella pratica avviene
che il seeder debba trasferire il file una sola volta affinchè tutti i
computer dello sciame lo ricevano. I singoli pacchetti in uscita dal seeder vengono scambiati tra i peer in modo
che non debbano essere richiesti nuovamente al primo.
Grazie a questo
sistema, ogni nodo contribuisce inevitabilmente alla diffusione del file. E'
evidente che maggiore è l'ampiezza della banda in uscita per quel nodo,
maggiori sono le probabilità che il file venga diffuso verso altri nodi. Questo
metodo ha anche il pregio di ridurre l'impatto della cosiddetta "leech resistance (cd. resistenza della
sanguisuga)", condizione che si manifesta allorquando sono on-line utenti
impazienti di completare il download e sconnettersi senza consentire il
prelievo agli altri client.
Il metodo utilizzato da
BitTorrent per distribuire files in parallelo a un gran numero di utenti,
ricorda molto quello utilizzato da altre reti. Tuttavia, nella maggior parte dei
casi ogni nodo condivide e scarica solitamente una grande quantità di files
senza nessun bilanciamento rispetto agli altri nodi presenti. Al contrario, gli
scambi di files attraverso BitTorrent riescono sempre a essere molto veloci per
tutti i client coinvolti, in quanto tutti i nodi di un gruppo sono concentrati
sul trasferimento di un singolo file o di un gruppo di file.
Tra
BitTorrent e i sistemi P2P più conosciuti rimangono, nondimeno, due differenze
sostanziali. In primo luogo, BitTorrent non consente la ricerca dei files per
nome: l'utente deve prima prelevare da un sito web apposito un file .torrent. In secondo luogo, BitTorrent
non tenta affatto di nascondere l'ultimo host responsabile della disponibilità
di un dato file: una persona che desidera condividere un file deve prima
eseguire un server traccia su di uno specifico host o serie di host e
distribuire l'indirizzo della traccia o gli indirizzi di traccia di un file .torrent. Uno dei grossi svantaggi di
BitTorrent rispetto agli altri sistemi P2P è dato dalla scarsa longevità dei
files, dal momento che il programma è pensato per favorire la diffusione, e
quindi la pubblicità, piuttosto che la condivisione dei files[1].
Per
la sua natura intrinsecamente trasparente e per il notevole risparmio di banda
che procura, BitTorrent è probabilmente il protocollo di condivisione dei files
più utilizzato per scopi legali che non violano il diritto di autore. Esempi di
questo tipo di contenuti sono le distribuzioni GNU/Linux, la cui diffusione
cresce in progressione geometrica in parallelo agli sviluppi del kernel attuati
dai singoli utenti (Fedora, Ubuntu, Redhat, Linux Mint sono solo alcuni
esempi); i trailer cinematografici di grandi dimensioni; le patch con
localizzazioni in lingua di software professionale e non; add-on e mods,
rispettivamente per aggiungere o modificare parti di software, soprattutto in
ambito ludico. In tutti gli esempi sopra riportati il materiale distribuito e'
open-source, ossia sviluppato privatamente da un singolo utente o gruppi di utenti
e liberamente messo a disposizione on-line attraverso il client di BitTorrent.
Sulla scia di questi sviluppatori amatoriali molti artisti, evidentemente
subodorando le indubbie potenzialità pubblicitarie di BitTorrent, hanno
rilasciato singoli brani od interi album in licenza gratuita rendendoli
liberamente scaricabili dalla rete. E' il caso dei Radiohead che hanno messo a
disposizione, mediante il protocollo di BitTorrent, il loro ultimo album,
lasciando gli utenti liberi di deciderne il prezzo. Allo stesso modo i Nine
Inch Nails hanno pubblicato il primo volume del loro ultimo album su
BitTorrent, consentendo il download gratuito agli utenti[2]. La stessa Unione Europea
partecipa (con uno stanziamento di ben quindici milioni di euro)
finanziariamente al progetto di sviluppo di un client BitTorrent basato sulla
piattaforma di nuova generazione del P2P, dal nome P2P-next. Obiettivo del
progetto, che vede la partecipazione anche del network britannico BBC, e'
quello di creare un client open source che supporti anche lo streaming live TV
in alta definizione[3].
Gli esempi sopra
riportati, ovviamente, non escludono che BitTorrent possa essere utilizzato per
scopi illegittimi dal momento che, sempre più spesso, attraverso di esso
avviene lo scambio di file musicali, film e software coperti da copyright, in
alcuni casi andando addirittura a sostituirsi ad altri protocolli solitamente
usati a questo scopo. Dal momento che, come si è dianzi brevemente accennato,
l'occultamento dell'indirizzo IP degli utilizzatori non è uno degli scopi
dell'applicazione, di fatto l'utilizzo di BitTorrent comporta per l'utente
finale rischi addirittura maggiori rispetto ad altri programmi P2P. È ben noto
che BitTorrent è stato utilizzato per distribuire copie ad alta qualità del film
The Matrix Reloaded, pochi giorni dopo la prima proiezione nelle sale
cinematografiche.
La pubblicità dei files
.torrent liberamente consultabili in internet, l'assenza di meccanismi
di offuscamento dell'indirizzo IP del peer, rendono BitTorrent poco adatto all'interscambio di materiale coperto dal diritto d'autore dal momento
che, quando si accede ad una rete P2P, ogni computer viene identificato
tramite il proprio indirizzo IP. Il problema è stato, invece, risolto da altri
client con l'introduzione di sistemi di offuscamento mediante rinnovo peridico:
si pensi, in proposito all'evoluzione di E-mule, denominata MorphXT.
Anche se l'indirizzo indentificativo del software cambia ad ogni
connessione, l'internet provider può individuare chi, in un determinato
momento, stava utilizzando quel particolare indirizzo attraverso l'incrocio con
i numeri telefonici dei propri abbonati. E' questo il meccanismo attraverso il
quale è possibile risalire a chi condivide files in rete, in qualsiasi momento[4]. Tale accertamento può essere più o
meno difficoltoso a seconda del
client utilizzato. E' il caso, peraltro tornato alla ribalta nei giorni scorsi, della casa
discografica tedesca Peppermint che, attraverso il sistema descritto, è
riuscita a risalire a circa 4000 utenti italiani, sharers di files protetti dal
diritto d'autore ed ai quali è stato richiesto un risarcimento di € 300,00
ciascuno. L'Autorità Garante per la Protezione dei dati personali, in realtà,
con provvedimento dello scorso 28.02.2008, presumibilmente foriero di nuove
polemiche, ha ritenuto il sistema di tracciamento degli indirizzi IP degli
utenti lesivo del diritto alla riservatezza degli stessi. Esso, infatti, pone
gli indirizzi sistematicamente sotto osservazione, con conseguente ordine da
parte dell'Autorità di astenersi per il futuro dal suddetto controllo con
obbligo di cancellazione dei dati gia' raccolti a carico di Peppermint[5].
E'
vero, d'altra parte che, negli ultimi anni, anche BitTorrent, per le sue peculiarità in fatto di migliore utilizzo della
banda, e quindi di maggiore velocità nell'interscambio dati, è stato
recentemente più volte posto sotto accusa
per la diffusione di materiale protetto.
Dal
punto di vista giuridico, la
formulazione della normativa nazionale sul diritto d'autore, sembra non
lasciare adito a dubbi circa la perseguibilità dei singoli peer, in
quanto sia l'articolo 171-ter, comma 2, lett. A-bis, che il successivo
171-quater, comma quattro puniscono "chiunque, in violazione, dell'articolo
16, diffonde al pubblico per via telematica, anche mediante programmi di
condivisione di file tra utenti, un'opera cinematografica o assimilata protetta
dal diritto d'autore, o parte di essa, mediante reti di
connessione di qualsiasi genere...". Anche se
il file .torrent non è altro che un veicolo di
informazione sulla natura, dimensione ed ubicazione on-line di frammenti di
files, è pur vero che attraverso di esso è possibile il download dei frammenti
di files protetti da copyright. Ma se indubbiamente la norma citata riconosce
l'illiceità del download e della condivisione operata dagli utenti finali dei
files .torrent, qualche dubbio rimane
per coloro che pubblicano on-line gli stessi files.
Negli Stati Uniti, sembra che il problema sia già
stato superato a sfavore di questi ultimi soggetti. Il sito di links .torrent EliteTorrents è stato, infatti,
recentemente chiuso a seguito di una operazione FBI, denominata "D-Elite",
ed il suo creatore, tale Grant Stanley, è stato condannato a cinque mesi di
reclusione, tre anni di liberta' vigilata con accesso condizionato ad internet
e 3.000,00 dollari di multa. Il sito si era messo in evidenza per aver
ospitato, a sei ore dall'uscita nelle sale cinematografiche , un link ad un
download del film Star Wars Episode III. Secondo i dati raccolti, il sito sotto
accusa si è reso colpevole della pubblicazione di .torrents relativi a films, musica e videogiochi. Analoga sorte è
toccata ad altri utenti (Sam Kuonen, Scott Harvanek, Duc Do)[6].
Lo stesso Scott McClausland, ex amministratore di BitTorrent e gestore di un
sito di link .torrents, dopo essere
stato condannato ad una pena detentiva e ad una sanzione pecuniaria, in
ottemperanza della sentenza di condanna, dovrà consentire l'installazione sul
proprio computer di un programma governativo per consentire il monitoraggio dei
suoi accessi on-line. Di qui un caso nel caso: il software di controllo è
programmato su Windows, sistema operativo di casa Microsoft (a pagamento),
mentre la macchina di proprietà di McClausland funziona con un diverso sistema,
basato su Linux (open-source) che non consente né l'installazione né,
tantomeno, il funzionamento del software di monitoraggio. Ad istanza
dell'interessato, il Giudice che aveva emesso il provvedimento ha, forse
discutibilmente, reso noto che il condannato dovrà adeguarsi ad installare sul
proprio computer un sistema che supporti il programma di cui all'obbligo[7].
Accanto
alle Autorità giudiziarie, anche i gestori di servizi di telefonia hanno
inziato a prendere le distanze da BitTorrent. Comcast, uno dei principali fornitori
di connettività a banda larga degli USA, ha drasticamente (ed arbitrariamente)
ridotto la banda disponibile per il traffico che sfrutta il protocollo
BitTorrent. Ciò ha importato disagi notevoli se non l'impossibilità della
condivisione di files (molti dei quali, come si diceva, perfettamente legali)
tra abbonati Comcast e non.[8]
In ambito comunitario è
la Finlandia a far registrare una prima pronuncia contro utenti BitTorrent, con
la condanna di ventuno persone che operavano nella gestione di un sito di link
.torrent, quattordici per violazione del diritto d'autore e gli altri per
favoreggiamento. E' interessante osservare come il Giudice chiamato a
pronunciarsi sul caso abbia ritenuto non fondante la tesi difensiva secondo la
quale l'attività del sito consisteva nella semplice pubblicazione di link e non
nello scambio di materiale protetto, dovendosi, a parere del Giudicante,
guardare all'attività vista nel suo insieme[9].
Avv. Giammaria Ronzoni
[1] Voce
"BitTorrent", su www.wikipedia.org. ;D. Dirceo e R. Mazzoni, "Scopriamo
BitTorrent", su PcOpen, n. 54, Dicembre 2006
[2] Voce
"Nine Inch Nails" su www.trackback.it
[3] Voce "Unione Europea"
su www.trackback.it; G. Rusconi, "L'Unione
Europea finanzia il file-sharing P2P" su www.ilsole24ore.com
[4] Voce
"BitTorrent", su www.wikipedia.org. ;D. Dirceo e R. Mazzoni, "Scopriamo
BitTorrent", su PcOpen, n. 54, Dicembre 2006
[5] G. Bonanomi, "Download
pericolosi", su Computer Idea, n. 189, Maggio 2007; Autorità Garante
per la Protezione
dei Dati Personali, doc web n. 1495246, provvedimento del 28.02.2008
[6] "D-Elite, prospettive di
galera per uno sharer", doc. 2880 del 19.11.2007, su http://punto-informatico.it.; "Usa, condannato al
carcere per link BitTorrent", doc. 2640 del 30.10.2006, su http://punto-informatico.it.; D. Dirceo, R. Mazzoni, "La prima condanna BitTorrent", in PC Open, dicembre
2006, p. 60.
[7] "Pirata condannato ad usare
Windows", doc. 2823 del 28.08.2007, su http://punto-informatico.it.; "Misure più dure contro
il file-sharing" su http://www.unblogindue.it.
[8] "Comcast e le
restrizioni al traffico BitTorrent", su http://www.speedblog.net.
[9] "Usa, condannato al
carcere per link BitTorrent", op. cit. |